No all’ora di religione nella scuola

No all’ora di religione nella scuola

Appello a studenti e genitori

 

 

Il 20 febbraio scade il termine ultimo per le iscrizioni  alle scuole di ogni ordine e grado, momento in cui gli studenti dovranno scegliere se avvalersi o no dell’insegnamento della religione cattolica (IRC).

L’Associazione Ipazia invita gli studenti e i loro genitori a non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica e a richiedere – in base alle normative vigenti – lo svolgimento delle attività alternative al suddetto insegnamento.

Le istituzioni scolastiche, non mettendo a disposizione degli studenti le materie alternative, operano una gravissima discriminazione. La possibilità di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica non è resa abbastanza nota: in tal modo la scuola evita di investire in attività alternative. Assai spesso, inoltre, chi non si avvale di tale insegnamento viene parcheggiato in altre classi, aule dei professori, sale di lettura, in quanto l’ora di religione viene inserita nel mezzo dell’orario scolastico e non in prima o ultima ora, cosa che consentirebbe agli studenti di entrare in seconda ora o uscire un’ora prima.

Noi riteniamo che questa materia di puro e semplice indottrinamento non debba avere spazio in una scuola laica; chiunque voglia indottrinarsi non ha che da frequentare una parrocchia o una chiesa. L’insegnamento della religione cattolica, infatti, è una materia la cui connotazione confessionale è dimostrata, e sostenuta, dall’intera normativa che la riguarda: dal reclutamento e dalle condizioni di mantenimento in servizio dei docenti, ai programmi stessi.

Invece in Italia, grazie ai trattamenti di favore e alle ingerenze della Chiesa Cattolica, s’insegna la sua dottrina nelle scuole pubbliche, sin dalla scuola materna, facendo pesare economicamente tutto ciò sulla collettività, compresi i non credenti e gli appartenenti ad altre fedi religiose.La scuola è piena di simboli cattolici, e spesso vi si svolgono arbitrariamente cerimonie e atti di culto, visite pastorali di vescovi, parroci, missionari e simili. Gli insegnanti di religione cattolica vengono nominati dal vescovo, scavalcando la trafila dei concorsi e del precariato degli altri insegnanti; hanno tutele e condizioni economiche superiori a quelle degli altri insegnanti, anche di ruolo.

Per una scuola laica. Per un insegnamento libero da condizionamenti e superstizioni religiose. Per una corretta educazione dei giovani,

bisogna abolire l’ora di religione cattolica.

Nel frattempo tutti coloro che scelgono di non avvalersene, hanno diritto a svolgere attività didattiche alternative o ad essere lasciati liberi dalla scuola durante l’insegnamento della religione cattolica.

 

ASSOCIAZIONE IPAZIA

Atei, agnostici, liberi pensatori anticlericali

Info: [email protected] – gennaio 2012

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