La libertà contro il virus della paura

La catastrofe coronavirus sta mettendo a nudo tutti i guasti profondi di un sistema iniquo come quello capitalista: dalla sanità, fatta a pezzi – come tutti i servizi sociali e pubblici – da anni di politiche di tagli e risparmi, che persino nelle regioni ricche sta attraversando momenti di forte difficoltà (figuriamoci cosa accadrà nel Mezzogiorno!), alle carceri, veri e propri lazzaretti dove si vive in sovraffollamento, precarietà igienico-sanitaria, cancellazione dei più elementari diritti, che solo le rivolte dei detenuti in decine di penitenziari, con ben 15 morti (passati inosservati come mosche), hanno portato un po’ all’attenzione di un’opinione pubblica sempre più distratta e drogata.
Abituato allo sperpero, al foraggiamento delle spese militari (70 milioni di euro al giorno), alla difesa del gran capitale e delle banche, al potenziamento degli apparati repressivi e bellici, alla caccia all’immigrato, adesso, di fronte ad un nuovo virus, il sistema statal-capitalista si dimostra inadeguato, incapace, disarmato.
Pronto a fare le guerre con i droni, i cacciabombardieri, il MUOS, ora non è in grado di combattere un virus influenzale e non gli resta altro che trasformare l’intera società in una prigione, attentando alle libertà più elementari in nome di una sicurezza e di una protezione che si rivelano solo l’ultima spiaggia dopo aver affossato le vie della prevenzione, del potenziamento della ricerca e dell’istruzione, della cooperazione internazionale pacifica e non militare. Ne stanno facendo le spese i lavoratori, costretti a rischiare la propria salute purché la produzione non si fermi; i precari e tutti i non garantiti, lasciati in balìa delle restrizioni e dell’insicurezza; i senza tetto, prime vittime dell’ipocrisia dell’ #iorestoacasa. Una società intera sta scivolando sulla via della povertà.
Quello che sta accadendo oggi nell’intero mondo globalizzato ci dà la misura di come i padroni e gli Stati si siano spinti molto al di là del tollerabile e del sopportabile nell’imporre all’ambiente e alle società un dominio distruttivo, sacrificandoli agli dei denaro e profitto.
In questo momento si stanno sperimentando pericolose misure di controllo sociale di tipo totalitario, si stanno testando le reazioni delle popolazioni, si sta facendo largo uso della Paura per sottomettere milioni e milioni di persone. Provvedimenti che vanno suscitando disobbedienza, proteste e scioperi, nonostante il clima di ovattata omertà che li nasconde.
Stiamo attenti: quando tutto sarà finito, molte delle imposizioni che stanno stravolgendo le nostre vite rimarranno in vigore; paura e sicurezza verranno sventolate come minacce per imporre la quiete sociale e per isolare e reprimere chi rifiuterà di assoggettarsi alle politiche autoritarie, distruttive, truffaldine del Capitale e dello Stato.
Il disagio, il malcontento, la protesta che seguiranno questo triste periodo devono essere invece colti come l’occasione per regolare i conti con il capitalismo e con lo Stato, i veri virus velenosi e pestiferi che da troppo tempo uccidono le aspirazioni alla libertà, alla cooperazione, alla pace, all’eguaglianza e alla fratellanza nei e tra i popoli.

Federazione Anarchica Siciliana

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14 marzo 2020

 

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