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	<title>SICILIA LIBERTARIA</title>
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	<description>Sito anarchico per la liberazione sociale e l&#039;internazionalismo</description>
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		<title>Il mondo alla rovescia</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 12:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>Con la revoca delle autorizzazioni concesse il 28 giungo 2011 dalla giunta regionale retta da Lombardo (MPA-PD), effettuata il 29 marzo, da parte dell’amministrazione che governa la Sicilia, il cantiere del MUOS a Niscemi è diventato abusivo, cioè privo dei necessari permessi di costruzione. Questo passaggio ha tuttavia trovato una sua prima contraddizione nel successivo accordo tra governo Crocetta e governo Monti, secondo il quale la revoca rimane sino a quando una commissione “super partes”, in realtà poi costituita all’interno dell’Istituto Superiore di Sanità, non si pronuncerà sull’effettiva nocività delle emissioni elettromagnetiche del MUOS. Qualora quindi, questa commissione dovesse emettere un verdetto favorevole agli USA, tutte le motivazioni della revoca verrebbero automaticamente a cadere. Ma l’ISS è un organismo di parte; il governo italiano ha infatti più volte dichiarato e dimostrato di essere favorevole all’installazione del MUOS, ritenuto “di interesse strategico per l’Italia”, mentre il Ministero della Difesa ha fatto ricorso al TAR contro la revoca del governo siciliano, chiedendo addirittura un risarcimento di 25.000 euro al giorno, per il deterioramento dei rapporti con gli Stati Uniti e per i danni subiti dalla Loocheed Martin, comportandosi, pertanto, come difensore d’ufficio del governo americano.</p>
<p>Il governo italiano ha anche fatto di più: ha violato la revoca regionale, ordinando alle forze di polizia di scortare quotidianamente le ditte al cantiere – un cantiere privo dei permessi di costruzione &#8211; svolgendo un servizio di protezione verso una ditta vicina alla mafia, privata del certificato antimafia. La revoca governativa regionale è andata nei fatti a farsi benedire, i lavori sono continuati più rapidi di prima.</p>
<p>Niscemi si è trasformata in un mondo alla rovescia e quel concetto di legalità tanto strombazzato da tutti i pulpiti, qui, paradossalmente, si esprime attraverso i blocchi degli attivisti, attraverso le azioni dirette, attraverso il tentativo quotidiano di fermare i lavori al cantiere, che continuano nonostante sospensioni e revoche più volte annunciate. Lo Stato, i suo organi, e le sue forze dell’ordine, rappresentano l’illegalità tipica della delinquenza organizzata: i blocchi lungo la strada vengono sgomberati con metodi duri, arrivano fogli di via e denunce agli attivisti, si minaccia chiunque voglia solidarizzare con il movimento, si arrestano militanti. Illegale dunque è il sistema; lo Stato fa quel che vuole delle sue leggi, e il suo unico principio è quello della “prepotenza”: il MUOS, le antenne della base NRTF, la guerra che da Niscemi si svilupperà in maniera supertecnologizzata, i tumori e le altre malattie che subisce la popolazione, lo stupro della sughereta, la criminalizzazione del movimento, le botte e gli arresti sono “valori” da imporre a tutti i costi, base procedurale di un sistema democratico prostituto, a cui ciò che resta di una cultura giuridica strapazzata e di una parvenza di libertà ammaestrata, si deve adeguare. Chi non condivide si pone fuori dal consesso civile, fuori dalla legge, diventa fuorilegge. Ma di quale legge stiamo parlando? di quella del più forte, di quella scritta sulle punte dei manganelli, sugli scudi della polizia, sui fogli di via, le denunce, gli arresti, le falsità e le intimidazioni.</p>
<p>Anche a Niscemi è nata la scuola giuridica già consolidata in Valle Susa, in base alla quale, tutti coloro che dissentono, protestano, lottano, si vengono a trovare in una condizione di trasgressione quotidiana, sempre sul punto di commettere un reato. Gli unici a non accorgersene sono quei balordi affetti da cretinismo parlamentare, che ancora vengono a ricordarci la revoca di Crocetta e i successi delle mozioni fatte approvare all’Assemblea regionale.</p>
<p>Il carattere di resistenza assunto dalla lotta contro il MUOS, di lotta per la libertà contro il fascismo sempre meno strisciante e sempre più evidente che dalle stanze del potere romano alle strade di contrada Ulmo, tenta di imporsi sulla società, appare oramai consolidato e indiscutibile.</p>
<p style="text-align: right;">Pippo Gurrieri</p>
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		<title>Acquista online &#8220;L&#8217;ospedale della lingua italiana&#8221; di Roberto Nobile</title>
		<link>http://www.sicilialibertaria.it/2013/05/04/acquista-online-l-ospedale-della-lingua-italiana-di-roberto-nobile/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2013 09:16:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Per richiedere il libro L&#8217;ospedale della lingua italiana (euro 7) scrivere a info@sicilialibertaria.it oppure effettuare direttamente un versamento sul ccp n. 10167971 intestato a Giuseppe Gurrieri &#8211; Ragusa, specificando la causale. Si può anche effettuare un bonifico bancario: IBAN: IT39 &#8230; <a href="http://www.sicilialibertaria.it/2013/05/04/acquista-online-l-ospedale-della-lingua-italiana-di-roberto-nobile/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/nobileospedale.jpg" rel="lightbox[1216]"><img class="aligncenter size-large wp-image-1221" alt="nobileospedale" src="http://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/nobileospedale.jpg" /></a></h3>
<h3>Per richiedere il libro <em><strong>L&#8217;ospedale della lingua italiana</strong></em> (euro 7) scrivere a <a href="mailto:info@sicilialibertaria.it">info@sicilialibertaria.it</a> oppure effettuare direttamente un versamento sul ccp n. 10167971 intestato a Giuseppe Gurrieri &#8211; Ragusa, specificando la causale. Si può anche effettuare un bonifico bancario: IBAN: IT39 Q076 0117 0000 0001 0167 971 &#8211; BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX<br />
Accompagnare il versamento con una mail in cui viene indicato l&#8217;<strong>indirizzo</strong> dove spedire il libro.</h3>
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		<title>ATTIVISTI NO MUOS “VIOLANO” LA BASE MILITARE AMERICANA E SALGONO SULLE ANTENNE. COMINCIA LA SETTIMANA RESISTENTE VERSO IL 25 APRILE.</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 21:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[NO MUOS]]></category>

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		<description><![CDATA[ATTIVISTI NO MUOS “VIOLANO” LA BASE MILITARE AMERICANA E SALGONO SULLE ANTENNE. COMINCIA LA SETTIMANA RESISTENTE VERSO IL 25 APRILE. Oggi quattro attivisti No MUOS si sono arrampicati sulle antenne NRTF all’interno della base militare americana a Niscemi, dove continuano &#8230; <a href="http://www.sicilialibertaria.it/2013/04/23/attivisti-no-muos-violano-la-base-militare-americana-e-salgono-sulle-antenne-comincia-la-settimana-resistente-verso-il-25-aprile/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><b>ATTIVISTI NO MUOS “VIOLANO” LA BASE MILITARE AMERICANA E SALGONO SULLE ANTENNE. COMINCIA LA SETTIMANA RESISTENTE VERSO IL 25 APRILE.</b></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Oggi quattro attivisti No MUOS si sono arrampicati sulle antenne NRTF all’interno della base militare americana a Niscemi, dove continuano i lavori per la costruzione del MUOS. L’azione degli attivisti porta momentaneamente l’attenzione su quanto sta accadendo a Niscemi. In questi giorni, infatti, i comitati e gli attivisti hanno più volte denunciato le gravissime violazioni da parte degli americani all’atto di revoca delle autorizzazioni alla costruzione del MUOS, firmato dalla Regione siciliana lo scorso 29 marzo. Ma ancora più grave è stato vedere gli operai del cantiere scortati dalla polizia italiana per permetter loro di entrare all’interno della base e proseguire i lavori. Le denunce non hanno trovato ascolto da parte di nessuno, e appare chiaro a questo punto come neanche quella parte di istituzioni che aveva fatto in modo che si arrivasse alla firma di un atto di revoca, ci creda realmente e si adoperi perché venga rispettata. E così, mentre i cittadini sono costretti per l’ennesima volta a vedere calpestati e umiliati i loro diritti e le loro istanze, ingannati da una classe politica che risponde solo a se stessa, sono i movimenti a dover agire dal basso, anche attraverso azioni eclatanti come quella di oggi, mettendo a rischio la propria incolumità fisica e dovendo subire denunce e misure repressive. Quella dal 21 al 28 aprile è la settimana RESISTENTE indetta dal coordinamento regionale dei comitati No MUOS con una serie di iniziative, il cui obiettivo è quello di unire simbolicamente la Resistenza partigiana con quella NO MUOS. <b>E quello di oggi è un gesto di resistenza che vuole gridare a gran voce che la lotta contro il MUOS e le 46 antenne andrà avanti fino a quando la sughereta di Niscemi non verrà smilitarizzata.</b></p>
<p align="JUSTIFY">Facciamo appello a tutti coloro che hanno a cuore questa lotta a partecipare e dare il proprio contributo.</p>
<p align="JUSTIFY">Il programma del 25 aprile in c/da Ulmo:</p>
<p align="JUSTIFY">ore 9.00 Partenza per il Sentiero Partigiano No MUOS dalla Sughereta al presidio</p>
<p align="JUSTIFY">ore 13.00 pranzo sociale al presidio permanente</p>
<p align="JUSTIFY">ore 16.00 Inaugurazione <strong>Mostra Partigiana sulla Brigata Stella Rossa di Marzabotto</strong> e <strong>Mostra sulla R/Esistenza No MUOS</strong> <strong>- </strong>Durante la mostra saranno proiettati video sulle lotte internazionali, No Tav, No MUOS e partigiane</p>
<p align="JUSTIFY">Ore 19.00 Piazza Vittorio Emanuele a Niscemi, <strong>assemblea popolare R/Esistente</strong> con il partigiano Ursus e Massimo Zucchetti.</p>
<p align="JUSTIFY">22 aprile 2013 Coordinamento regionale dei comitati No MUOS.</p>
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		<title>PRIMO MAGGIO ANARCHICO 2013</title>
		<link>http://www.sicilialibertaria.it/2013/04/19/primo-maggio-anarchico-2013/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 15:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Biscuits Out Machine]]></category>
		<category><![CDATA[Guglielmo Manenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ibla]]></category>
		<category><![CDATA[Pippo Gurrieri]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Maggio]]></category>

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		<description><![CDATA[RAGUSA, PRIMO MAGGIO ANARCHICO dalle ore 11 in piazza Pola &#8211; Ragusa Ibla programma: - ore 16, dibattito: la lotta contro il MUOS, contenuti e prospettive. Sono invitati attivisti dei vari comitati. - ore 18: intrattenimento artistico-musicale - ore 19: &#8230; <a href="http://www.sicilialibertaria.it/2013/04/19/primo-maggio-anarchico-2013/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>RAGUSA, PRIMO MAGGIO ANARCHICO</strong></h2>
<h3><strong><span style="text-decoration: underline;">dalle ore 11 in piazza Pola &#8211; Ragusa Ibla</span></strong></h3>
<p><a href="http://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/I-maggio-e1366385618586.jpg" rel="lightbox[1203]"><img class="aligncenter size-large wp-image-1204" alt="I maggio" src="http://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/I-maggio-e1366385618586-1024x723.jpg" width="640" height="451" /></a></p>
<p><strong><em>programma</em></strong>:</p>
<p>- <strong>ore 16</strong>, dibattito: la <strong>lotta contro il MUOS</strong>, contenuti e prospettive. Sono invitati attivisti dei vari comitati.</p>
<p>- <strong>ore 18</strong>: intrattenimento artistico-musicale</p>
<p>- <strong>ore 19</strong>: comizio di <strong>Pippo Gurrieri</strong></p>
<p>- <strong>ore 21</strong>: &#8220;Entro i limiti della media europea&#8221; &#8211; Oratorio in nero per le morti bianche (così le chiamano), di <strong>Nino Romeo</strong>, con Graziana Maniscalco e Nino Romeo &#8211; Gruppo Iarba/Gria teatri.</p>
<p>- <strong>ore 22</strong>: <strong>Biscuits Out Machine</strong> in concerto.</p>
<p>Tutto il giorno: banchetti di libri e pubblicistica anarchica, anticlericale, antiautoritaria; mostra fotografica sulla lotta <strong>NO MUOS</strong> ed esposizione di disegni di <strong>Guglielmo Manenti</strong> sul MUOS. Pannelli sulle attività libertarie in provincia.</p>
<p><a href="http://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/1maggio-da-stampa.pdf"><img class="aligncenter size-large wp-image-1210" alt="1mag" src="http://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/1mag-468x1024.jpg" width="468" height="1024" /></a></p>
<p><strong>Gruppo anarchico di Ragusa</strong><br />
info: <a href="mailto:info@sicilialibertaria.it" target="_blank">info@sicilialibertaria.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>È PRIMAVERA</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 15:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[30 marzo: in quindicimila per una Sicilia senza basi E’ PRIMAVERA &#160; Avevamo preventivato diecimila presenze; ne abbiamo avuto un po’ di più, almeno quindicimila, e possiamo considerarlo un bel punto di partenza. Perché di partenza si tratta, non di &#8230; <a href="http://www.sicilialibertaria.it/2013/04/19/e-primavera/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;"><i><b>30 marzo: in quindicimila per una Sicilia senza basi</b></i></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><b>E’ PRIMAVERA</b></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avevamo preventivato diecimila presenze; ne abbiamo avuto un po’ di più, almeno quindicimila, e possiamo considerarlo un bel punto di partenza. Perché di partenza si tratta, non di arrivo; il movimento si alimenta di lotte, blocchi, cortei e mille iniziative, per poter continuare la sua marcia verso l’obiettivo centrale: smantellare il MUOS e le antenne NRTF; obiettivo ancora lungi dall’essere raggiunto.</p>
<p>La lotta delle ultime settimane, culminata con il corteo del 30 marzo ha conseguito un risultato importante essendo riuscita a collocare la questione MUOS tra le grandi questioni nazionali da affrontare e risolvere, sempre continuando con la protesta dal basso, ormai rafforzatasi come esperienza di solidarietà e di autorganizzazione. L’abbiamo definito “campagna di primavera” quella iniziata con la manifestazione contro il Ponte del 16 marzo, a pochi giorni dalla cancellazione della devastante opera dal programma del governo, proseguita con la grande manifestazione NO TAV in Valle Susa del 23: tre importanti e impegnativi momenti che hanno visto, dal Nord al Sud, alzarsi la voce di chi lotta in prima persona e attua una pratica politica che scavalca ed emargina i partiti e le organizzazioni istituzionali, responsabili di scelte scellerate e di aver sabotato nel recente passato tutti i movimenti dal basso finiti sotto la loro influenza.</p>
<p>Siamo arrivati al 30 circondati da attenzioni particolari: il console americano Moore è stato in tour in Sicilia per raccogliere consensi al MUOS e dimostrare che non vi sono rischi: fischiatissimo a Niscemi, ha comunque provato a spaccare il movimento tra buoni e cattivi, però è stata una bella soddisfazione stanare gli americani e costringerli a parlare alla luce del sole del progetto MUOS, che avrebbero voluto gestirsi in tranquillità e semisegretezza assieme ai loro servi.</p>
<p>Come avviene in questi casi, la vigilia è stata accompagnata da allarmismo e terrorismo psicologico profuso a piene mai dai mezzi di comunicazione, nel tentativo di isolare gli attivisti dalla popolazione e spezzare quel legame che si è andato consolidando nella lotta. La polizia ha gestito una serie di provocazioni, ha forzato i blocchi ai cancelli della base, scortando mezzi per il cantiere, e ha creato attorno al presidio e ai militanti un forte clima di tensione. In questo clima si è inserito il governatore Crocetta, il quale, il giorno prima della manifestazione ha annunciato la revoca definitiva delle autorizzazioni concesse a suo tempo dalla giunta Lombardo alla marina militare americana, affermando – in compagnia dei leaders del Movimento 5 stelle – che a questo punto non aveva più alcun senso manifestare, e che il corteo del 30 sarebbe diventato solo protesta ideologica antiamericana. Su una parte dell’opinione pubblica queste dichiarazioni sono servite da rassicurazione e a far considerare la lotta al MUOS praticamente finita. Peccato che il 5 aprile sono stati beccati operai intenti a svolgere lavori sotto le parabole del MUOS; l’unica revoca che conta è quella che si impone dal basso.</p>
<p>Nonostante questo, il movimento non è caduto nella trappola; tutte le componenti attive sul campo come il coordinamento regionale dei comitati NO MUOS con il presidio permanente, e il comitato delle mamme NO MUOS di Niscemi, si sono sforzate di lavorare in sintonia per la riuscita della giornata di protesta, che assumeva un valore simbolico importante per il movimento e per i cittadini, ma anche per le istituzioni, che devono prendere atto che ormai il ripudio del MUOS è massiccio e si è esteso anche a quello delle 46 antenne della base NRTF n.8. Ecco perchè la lotta non si potrà fermare per una semplice revoca regionale delle autorizzazioni, ma lo farà soltanto quando i tir cominceranno a trasportare le parabole e le torri del MUOS smontate, verso Sigonella, e quando le antenne della morte elettromagnetica verranno smantellate. Come diceva Elvira Cusa all’apertura degli interventi in piazza la sera del 30: “Gli unici tir che faremo passare ai blocchi saranno quelli che andranno a caricare il MUOS per portarselo via”.</p>
<p>48 autobus, migliaia di macchine, delegazioni da tutte le regioni italiane, con i NO TAV, i NO Dal Molin, i NO Radar sardi, la fittissima rete dei comitati NO MUOS siciliani, i bambini di Niscemi in testa, diverse migliaia di niscemesi dietro gli striscioni del coordinamento regionale (“Ripudiamo il MUOS e le 46 antenne NRTF”) dei comitati e delle mamme NO MUOS; un corteo in mezzo al mare di bandiere del movimento che ha riempito i 4 km di percorso dalla provinciale 10 fino alla base USA.. Per la seconda volta dopo il 6 ottobre, ma in maniera più estesa, un movimento autorganizzato sfida i poteri forti nazionali e internazionali che vogliono la Sicilia base militare e i siciliani servi dell’imperialismo, scrivendo una pagina di storia non solo niscemese, ma siciliana, sfidando a testa alta, anche il gigante americano.</p>
<p>Il 30 marzo ha dimostrato che il movimento contro il MUOS non ha alcun bisogno di avanguardie e dirigenze politiche che si sostituiscano ad esso; i risultati, anche istituzionali, raggiunti, sono il frutto della spinta dal basso, e questa spinta è il motore di un cambiamento che potrà andare oltre questa specifica battaglia, aprendo prospettive di lotta generali sull’acqua, sulla viabilità, sul lavoro, sugli spazi sociali, sull’istruzione, sulla salute e ridando slancio alle battaglie antirazziste, antimafiose, antimilitariste, ambientaliste esistenti. Il movimento NO MUOS è ormai una speranza che sta demolendo rassegnazioni ataviche, e impartisce lezioni su come ci si può riappropriare della politica dal basso, a intere generazioni, e soprattutto ai giovani e ai giovanissimi.</p>
<p>L’immagine di una Niscemi schierata anche visivamente con la lotta, ha fatto toccare con mano le nuove prospettive che si innalzano sulle ceneri del fatalismo e della delega ai politici, e la solidarietà intergenerazionale, la partecipazione in prima persona, la fiducia nell’unità popolare e nella lotta, che stanno crescendo.</p>
<p>Da Niscemi si è aperto uno squarcio internazionale sul sistema di controllo bellico messo in piedi dagli Stati Uniti; adesso dove ci sono gli altri tre MUOS, in Australia e negli stessi USA, si comincia a conoscere il progetto e si organizza l’opposizione.</p>
<p>Dalla Sicilia alla Valle Susa, c’è un mondo che palpita, che si agita, che vive e attua pratiche politiche lontane mille miglia dal parassitismo politico e statale. Un mondo che hanno cercato di annichilire, svendere, comprare, assoldare, addormentare, arruolare, annientare, ma che è vivo a dispetto di tutti questi tentativi, ed è pronto a marciare compatto verso obiettivi di vero cambiamento. La lotta coinvolgerà ancora di più il paese e i suoi abitanti, si estenderà di più in Sicilia e nel continente; i suoi protagonisti cresceranno e la faranno più forte e consapevole di prima: contrada Ulmo deve essere off limit per le forze armate statunitensi; a Sigonella come a Bagnoli come a Roma e come a Washington devono sapere che la sughereta di Niscemi dev’essere liberata, perché così vuole un’intera popolazione. Se non se ne andranno, li cacceremo via. Indietro non si torna.</p>
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		<title>Fuori la guerra dalla storia</title>
		<link>http://www.sicilialibertaria.it/2013/04/19/fuori-la-guerra-dalla-storia/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 15:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Dieci anni fa la coalizione dei guerrafondai invadeva l’Iraq scatenando una atroce guerra di occupazione, osteggiata in tutto il mondo. Il 9 Aprile 2003 le forze angloamericane entravano a Baghdad occupando militarmente il territorio iracheno; il 15 Aprile 2003 il &#8230; <a href="http://www.sicilialibertaria.it/2013/04/19/fuori-la-guerra-dalla-storia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dieci anni fa la coalizione dei guerrafondai invadeva l’Iraq scatenando una atroce guerra di occupazione, osteggiata in tutto il mondo. Il 9 Aprile 2003 le forze angloamericane entravano a Baghdad occupando militarmente il territorio iracheno; il 15 Aprile 2003 il parlamento italiano approvava l’invio in Iraq di una missione di 3000 uomini che si metteva a disposizione delle forze d’occupazione angloamericane. La copertura mediatica fu totale; le istituzioni internazionali finsero di credere alle bugie di Bush e di Blair, confezionate dai servizi segreti, sul pericolo militare iracheno, sulle “armi di distruzione di massa” in possesso di quel paese; i petrolieri finanziarono l’impresa, e altri eserciti di mercenari prezzolati, di managers d’assalto, di rapinatori organizzati, fecero in breve dell’Iraq una terra disastrata e desertificata, depredata delle sue risorse, corrotta fino al midollo, con un potere fantoccio, ed oggi sempre più vicino all’Iran. Le attuali macerie irachene ci dicono che quella guerra fu la solita sporca guerra imperialista messa in piedi dai padroni del mondo, foraggiata dalle industrie di armamenti e dalle multinazionali del petrolio, che ha lasciato molti più problemi di quanti non ne abbia voluto risolvere, ma che ha assolto fino in fondo alla sua missione di ridare fiato all’economia statunitense e alle imprese del settore militare occidentali. Ma oggi nessuno può dire che quella guerra sia finita; nessuno è in grado di disegnare una mappa della democrazia irachena: lotte fra clan ed etnie, tra bande rivali, tra gruppi religiosi, stermini di massa ed attentati, il tutto con il coinvolgimento delle forze di occupazione, sono il quotidiano sopravvivere del popolo iracheno.<br />
Là vicino, in Afghanistan si combatte ancora; il 2001 non è mai terminato; stati come l’Italia conducono la loro missione di guerra senza neanche più comprenderne i già fraudolenti perché: l’unico perché ci porta al solito foraggiamento della macchina militare. Ma è sempre il Medio Oriente, come pure l’Africa il terreno della guerra infinita che insanguina intere generazioni da decenni; Israele ha tratto giovamento da questo clima di allerta costante, potenziando il proprio arsenale e portando avanti i suoi progetti di annessione di territori palestinesi e di segregazione annientamento e del popolo resistente di Palestina.<br />
Se la Corea del Nord ci ricorda che c’è anche un’altra area del Pianeta in cui la seconda guerra mondiale non può considerarsi cessata, il processo di militarizzazione della Sicilia, con la costruzione del MUOS a Niscemi, con la trasformazione di Sigonella in capitale mondiale dei droni, con il potenziamento di tutte le strutture militari NATO-amerikane, continua senza sosta. Le guerra del corno d’Africa o del Ciad si combattono a partire dalla Sicilia, così come si è combattuta la feroce guerra di aggressione alla Libia. Ovunque macerie, sangue, desertificazione, in nome della democrazia. Ma le bombe democratiche ci hanno solo regalato regimi clientelari e corrotti, integralismi e arretramenti culturali e sociali, e hanno ricacciato indietro di cent’anni la storia di quei paesi.<br />
Oggi, dunque, la guerra è il principale sistema di regolazione dei conflitti fra le nazioni e gli Stati, ma questa regolazione è imposta dal più forte, dalla potenza che da sola supera tutte le altre, da quella che ha puntato tutto sulla forza militare, provocando gravi crisi economiche al suo interno e a livello internazionale, dalle quali tenta di uscire con nuove guerre, nuove depredazioni, nuove arroganze, scaricando sui popoli più deboli, sui continenti terre di rapina, e sugli stati-servi disseminati per il Mondo, di cui l’Italia è sicuramente uno dei più fedeli, gli effetti del conseguente collasso economico.<br />
Le tecnologizzazione della guerra, ormai in stato avanzato, ci dimostra la volontà dei suoi assertori, di proseguire su questa strada per tutto il corso del secolo; la smilitarizzazione della Sicilia, a partire dalla mancata costruzione del MUOS a Niscemi e dallo smantellamento della base NRTF n.8 della Marina militare statunitense, può avere un ruolo di invertitore di rotta. I popoli devono poter decidere della propria vita, la guerra deve uscire dalla storia, assieme agli Stati e ai poteri che ne sono genitori.</p>
<p style="text-align: right;">Pippo Gurrieri</p>
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		<title>Dopo il grande successo della manifestazione nazionale del 30 marzo a Niscemi e in disprezzo della revoca, la marina militare USA continua i lavori nella base della morte</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2013 13:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
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<a href='http://www.sicilialibertaria.it/2013/04/12/dopo-il-grande-successo-della-manifestazione-nazionale-del-30-marzo-a-niscemi-e-in-disprezzo-della-revoca-la-marina-militare-usa-continua-i-lavori-nella-base-della-morte/p1060295/' title='P1060295'><img width="150" height="150" src="http://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/P1060295-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="P1060295" /></a>
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<p><span style="color: #000080;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Nonostante l&#8217;incoraggiante riuscita del 30 marzo a Niscemi e contrariamente a chi consigliava che la manifestazione sarebbe stata inutile perché tanto finalmente c&#8217;era la revoca delle autorizzazioni, non nutrivamo alcuna illusione che il cammino per fermare la costruzione del Muos e smantellare le 46 antenne NRTF fosse raggiungibile a breve. In fondo in questi ultimi mesi di presidio permanente e di azioni di blocco dei lavori abbiamo sperimentato sia l&#8217;ipocrisia di chi dentro le istituzioni pretende di rappresentarci per smobilitare la lotta, sia l&#8217;arroganza del governo e dei militari Usa che, dalla Liberazione dal nazifascismo, considerano la nostra isola una loro colonia da riempire di basi di guerra.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">La recente venuta in Sicilia del console Moore, per tranquillizzare le istituzioni e i media acquiescenti, ha solo dimostrato la debolezza degli USA, preoccupati della crescita del movimento di lotta NoMuos, e il loro maldestro tentativo di avviare degli studi “indipendenti” sui danni delle onde elettromagnetiche alla salute e all&#8217;ambiente; peccato che la marina Usa da 22 anni abbia potuto impunemente stuprare la riserva SIC della Sughereta, grazie soprattutto al servilismo di chi ci ha governato localmente, regionalmente e nazionalmente. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">In queste settimane a Niscemi per scoraggiare la partecipazione alla manifestazione del 30 marzo troppi uccelli del malaugurio prevedevano violenze da parte dei dimostranti, mentre la violenza istituzionalizzata delle guerre neocoloniali (in violazione dell&#8217;art.11 della nostra Costituzione), delle basi militari Usa e Nato, delle cariche dell&#8217;11 gennaio scorso e degli sgomberi dei blocchi è normale amministrazione. Addirittura è stato rimosso il “pericoloso per l&#8217;ordine pubblico” muro di giocattoli costruito dai bambini di Niscemi e Caltagirone durante la manifestazione pacifica ma determinata a raggiungere con la lotta i nostri obiettivi.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Se si sono finalmente aperti degli spiragli anche dentro le istituzioni e nei tribunali, se la marina Usa è adesso inchiodata al rispetto delle leggi e all&#8217;osservanza del principio di precauzione è grazie alla revoca dal basso esercitata in questi mesi con i presidi e i blocchi dei lavori esercitata da centinaia di cittadini, mamme niscemesi e attivisti NoMuos, oramai presenti in tutta Italia. Dopo la recente ennesima provocazione del proseguimento dei lavori non ci resta (oltre le vie legali) che <b>il proseguimento dei blocchi, per rendere permanente la mobilitazione popolare: entro maggio è in cantiere uno sciopero generale autorganizzato a Niscemi.</b></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000080;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Dal 21 al 28 aprile settimana <span style="font-size: large;">R/ESISTENTE</span><span style="font-size: x-large;"> NoMuos</span></b></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000080;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-small;"><b>con lavori ecologici e iniziative artistiche e culturali (presentazione mostra fotografica&#8230;) nel presidio permanente di contrada Ulmo in vista di un</b></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000080;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-large;"><b>25 aprile di Liberazione dalle basi di guerra</b></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000080;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>sino al 28 aprile si organizzeranno varie attività per valorizzare la riserva orientata protetta, per praticare e socializzare il rispetto di un ambiente unico nel Mediterraneo e per renderlo fruibile alle popolazioni</b></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000080;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;">Smilitarizziamo la Sughereta</span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000080;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Coordinamento regionale dei comitati NoMuos</b></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intervento Pippo Gurrieri No MUOS 30 Marzo 2013</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 14:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>

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		<title>Il 30 marzo a Niscemi la manifestazione NoMuos sarà pacifica e determinata a raggiungere con la lotta i nostri obiettivi!</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 10:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[NO MUOS]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre da tutta la Sicilia e da molte città italiane si moltiplicano i preparativi per una grande partecipazione popolare alla manifestazione nazionale di sabato prossimo a Niscemi, anche stamattina per ben due volte, sono stati violentemente rimossi i blocchi: alle &#8230; <a href="http://www.sicilialibertaria.it/2013/03/29/il-30-marzo-a-niscemi-la-manifestazione-nomuos-sara-pacifica-e-determinata-a-raggiungere-con-la-lotta-i-nostri-obiettivi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #888888;"></span><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Mentre da tutta la Sicilia e da molte città italiane si moltiplicano i preparativi per una grande partecipazione popolare alla manifestazione nazionale di sabato prossimo a Niscemi, anche stamattina per ben due volte, sono stati violentemente rimossi i blocchi: alle 8,30 di fronte all&#8217;ingresso principale per far passare cinque automezzi di operai e militari Usa, e alle 11,00 &#8211; di fronte al presidio permanente &#8211; per far passare due automezzi con attrezzi di costruzione. Dopo circa un&#8217;ora è anche uscito un automezzo vuoto della ditta Comina.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Le forze del (dis)ordine sono state efficienti nel difendere gli interessi bellici degli Usa, nonché il &#8220;diritto&#8221; di lavorare garantito a ditte sprovviste del necessario certificato antimafia. </span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Denunciamo il pesante clima d&#8217;allarmismo generato da una capillare campagna di disinformazione dispiegata a Niscemi per far fallire la manifestazione. Sono tanti, oramai, gli uccelli del malaugurio che invitano i negozianti a chiudere le saracinesche e la popolazione a barricarsi in casa a causa delle “sicure” violenze dei manifestanti NoMuos. Nel respingere queste provocazioni, anche noi invitiamo i negozianti a chiudere, ma solo per partecipare alla manifestazione in difesa del futuro di noi tutti! </span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Già nel 2009 a Siracusa si tentò di criminalizzare la manifestazione contro il G8 ambiente, ma la grande partecipazione popolare ridicolizzò gli inutili tentativi di provocare incidenti.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Anche stavolta (come già abbiamo fatto a Niscemi il 6 ottobre dell&#8217;anno scorso) la forza delle nostre ragioni e delle nostre lotte avrà la meglio contro chi, da decenni, è stato colluso con la base della morte o ha latitato nel suo impegno per contrastarla.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Invitiamo alla più ampia partecipazione popolare alla manifestazione di sabato, a sostenere il presidio permanente, e a intensificare i blocchi per imporre dal basso e con la lotta una vera revoca dei lavori fino alla definitiva </span></span></strong><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">SMILITARIZZAZIONE DELLA SUGHERETA</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">28/3                                              Coordinamento regionale dei comitati NoMuos (</span></span></strong><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.nomuos.info/"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b>www.nomuos.info/</b></span></span></a></span></span><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">)</span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il lato oscuro di Jorge Mario Bergoglio: “Colluso con la dittatura argentina&#8221;</title>
		<link>http://www.sicilialibertaria.it/2013/03/14/il-lato-oscuro-di-jorge-mario-bergoglio-colluso-con-la-dittatura-argentina/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 14:45:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Tomasello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo Papa in una scheda fortemente critica sul suo passato. Era il 2006 quando il sito di Don Vitaliano della Sala, &#8216;prete no global&#8217;, ricostruì le macchie di chi oggi è chiamato a guidare la Chiesa Cattolica Articolo del &#8230; <a href="http://www.sicilialibertaria.it/2013/03/14/il-lato-oscuro-di-jorge-mario-bergoglio-colluso-con-la-dittatura-argentina/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;"><b>Il nuovo Papa in una scheda fortemente critica sul suo passato. Era il 2006 quando il sito di Don Vitaliano della Sala, &#8216;prete no global&#8217;, ricostruì le macchie di chi oggi è chiamato a guidare la Chiesa Cattolica</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Articolo del 13/03/2013 della Redazione di “Today” &#8211; <span style="font-size: xx-small;"> </span>supplemento Citynews.it testata telematica registrata presso il tribunale di Roma n.92/2010.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>“</strong><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Il cardinale Jorge Mario Bergoglio</span></span></strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">, arcivescovo di Buenos Aires, presidente dei vescovi argentini, nonché tra i più votati, nel 2005, nel conclave Vaticano che ha scelto il successore di Giovanni Paolo II, è </span></span><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">accusato di collusione con la dittatura argentina che sterminò novemila persone</span></span></strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">&#8220;.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Inizia così un <strong>lungo articolo pubblicato sul sito del prete &#8216;no global&#8217; Don Vitaliano della Sala</strong>, la scheda sul <strong>&#8220;passato oscuro&#8221;</strong> di chi, a distanza di 8 anni, è il <strong><a href="http://www.today.it/cronaca/jorge-mario-bergoglio-nuovo-papa.html?Sdfsd" target="_blank"><span style="color: #12a4e1;">nuovo Papa</span></a></strong>.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">&#8220;Le prove del ruolo giocato da Bergoglio a partire dal 24 marzo 1976, sono racchiuse nel libro L’isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, del giornalista argentino Horacio Verbitsky, che da anni studia e indaga sul periodo più tragico del Paese sudamericano, lavorando sulla ricostruzione degli eventi attraverso ricerche serie e attente&#8221;.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">&#8220;I fatti riferiti da Verbitsky. Nei primi anni Settanta Bergoglio, 36 anni, gesuita, divenne il più giovane Superiore provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina. Entrando a capo della congregazione, ereditò molta influenza e molto potere, dato che in quel periodo l’istituzione religiosa ricopriva un ruolo determinante in tutte le comunità ecclesiastiche di base, attive nelle baraccopoli di Buenos Aires. Tutti i sacerdoti gesuiti che operavano nell’area erano sotto le sue dipendenze. Fu così che nel febbraio del ’76, un mese prima del colpo di stato, Bergoglio chiese a due dei gesuiti impegnati nelle comunità di abbandonare il loro lavoro nelle baraccopoli e di andarsene. Erano Orlando Yorio e Francisco Jalics, che si rifiutarono di andarsene. Non se la sentirono di abbandonare tutta quella gente povera che faceva affidamento su di loro&#8221;.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #c00000;"><span style="font-family: Oswald, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: xx-large;"><b>Il nuovo Papa Jorge Mario Bergoglio: Francesco I</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-large;">&#8220;</span><strong><span style="font-size: x-large;">Verbitsky racconta come Bergoglio reagì con due provvedimenti immediati</span></strong><span style="font-size: large;">. Innanzitutto li escluse dalla Compagnia di Gesù senza nemmeno informarli, poi fece pressioni all’allora arcivescovo di Buenos Aires per toglier loro l’autorizzazione a dir messa. Pochi giorni dopo il golpe, furono rapiti. Secondo quanto sostenuto dai due sacerdoti, quella revoca fu il segnale per i militari, il via libera ad agire: la protezione della Chiesa era ormai venuta meno. E la colpa fu proprio di Bergoglio, accusato di aver segnalato i due padri alla dittatura come sovversivi. Con l’accezione “sovversivo”, nell’Argentina di quegli anni, venivano qualificate persone di ogni ordine e grado: dai professori universitari simpatizzanti del peronismo a chi cantava canzoni di protesta, dalle donne che osavano indossare le minigonne a chi viaggiava armato fino ai denti, fino ad arrivare a chi era impegnato nel sociale ed educava la gente umile a prendere coscienza di diritti e libertà. Dopo sei mesi di sevizie nella famigerata Scuola di meccanica della marina (Esma), i due religiosi furono rilasciati, grazie alle pressioni del Vaticano&#8221;.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">&#8220;</span><span style="font-size: x-large;"><b>Alle</b></span><strong><span style="font-size: x-large;">accuse dei padri gesuiti di averli traditi e denunciati</span></strong><span style="font-size: large;">, il cardinal Bergoglio si difende spiegando che la richiesta di lasciare la baraccopoli era un modo per metterli in guardia di fronte a un imminente pericolo. Un botta e risposta che è andato avanti per anni e che Verbitsky ha sempre riportato fedelmente, fiutando che la verità fosse nel mezzo. Poi la luce: dagli archivi del ministero degli Esteri sono emersi documenti che confermano la versione dei due sacerdoti, mettendo fine a ogni diatriba. In particolare Verbitsky fa riferimento a un episodio specifico: nel 1979 padre Francisco Jalics si era rifugiato in Germania, da dove chiese il rinnovo del passaporto per evitare di rimetter piede nell’Argentina delle torture. Bergoglio si offrì di fare da intermediario, fingendo di perorare la causa del padre: invece l’istanza fu respinta. Nella nota apposta sulla documentazione dal direttore dell’Ufficio del culto cattolico, allora organismo del ministero degli Esteri, c’è scritto: “Questo prete è un sovversivo. Ha avuto problemi con i suoi superiori ed è stato detenuto nell’Esma”. Poi termina dicendo che la fonte di queste informazioni su Jalics è proprio il Superiore provinciale dei gesuiti padre Bergoglio, che raccomanda che non si dia corso all’istanza. E non finisce qui. Un altro documento evidenzia ancora più chiaramente il ruolo di Bergoglio: “Nonostante la buona volontà di padre Bergoglio, la Compagnia Argentina non ha fatto pulizia al suo interno. I gesuiti furbi per qualche tempo sono rimasti in disparte, ma adesso con gran sostegno dall’esterno di certi vescovi terzomondisti hanno cominciato una nuova fase”. È il documento classificato Direzione del culto, raccoglitore 9, schedario B2B, Arcivescovado di Buenos Aires, documento 9. Nel libro di Verbitsky sono pubblicati anche i resoconti dell’incontro fra il giornalista argentino e il cardinale, durante i quali quest’ultimo ha cercato di presentare le prove che ridimensionassero il suo ruolo. “Non ebbi mai modo di etichettarli come guerriglieri o comunisti – affermò l’arcivescovo – tra l’altro perché non ho mai creduto che lo fossero&#8221;".</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">&#8220;</span><strong><span style="font-size: x-large;">Ad inchiodarlo c’è anche la testimonianza di padre Orlando Yorio</span></strong><span style="font-size: large;">, morto nel 2000 in Uruguay e mai ripresosi pienamente dalle torture, dalla terribile esperienza vissuta chiuso nell’Esma. In un’intervista rilasciata a Verbistky nel 1999 racconta il suo arrivo a Roma dopo la partenza dall’Argentina: “Padre Gavigna, segretario generale dei gesuiti, mi aprì gli occhi – raccontò in quell’occasione – Era un colombiano che aveva vissuto in Argentina e mi conosceva bene. Mi riferì che l’ambasciatore argentino presso la Santa Sede lo aveva informato che secondo il governo eravamo stati catturati dalle Forze armate perché i nostri superiori ecclesiastici lo avevano informato che almeno uno di noi era un guerrigliero. Chiesi a Gavigna di mettermelo per iscritto e lo fece”. Nel libro, inoltre, Verbistky spiega come Bergoglio, durante la dittatura militare, abbia svolto attività politica nella Guardia di ferro, un’organizzazione della destra peronista, che ha lo stesso nome di una formazione rumena sviluppatasi fra gli anni Venti e i Trenta del Novecento, legata al nazionalsocialismo. Secondo il giornalista, l’attuale arcivescovo di Buenos Aires, quando ricoprì il ruolo di Provinciale della Compagnia di Gesù, decise che l’Università gestita dai gesuiti fosse collegata a un’associazione privata controllata dalla Guardia di ferro. Controllo che terminò proprio quando Bergoglio fu trasferito di ruolo. “Io non conosco casi moderni di vescovi che abbiano avuto una partecipazione politica così esplicita come è stata quella di Bergoglio”, incalza Verbitsky. “Lui agisce con il tipico stile di un politico. È in relazione costante con il mondo politico, ha persino incontri costanti con ministri del governo&#8221;.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #c00000;"><span style="font-size: x-large;"><b>P.S. Non è per fare il “bastian contrario” ma non si può proprio digerire che tutte le TV, acriticamente, hanno subito parlato bene di questo gesuita (come se l’avessero conosciuto da sempre). Tutti hanno omesso il suo passato legato alla piena collusione con la dittatura argentina (ben oltre i suoi compiti d’istituto) e sulla sua giovanile militanza in un gruppo filo-nazista. Tutti hanno sottolineato il nome “Francesco”, sostenendo che possa significare un pontificato più vicino ai poveri. Io credo che, così, si voglia far dimenticare le miserie morali, ormai molto evidenti, nella Chiesa cattolica degli ultimi decenni. Tutto questo per dire che, da adesso in poi, si DOVRA’ SOLO parlare bene della Chiesa e dei preti? E tutti DOBBIAMO DIMENTICARE la pedofilia dei preti e gli scandali legati allo IOR (la misteriosa Banca vaticana). Se non è così, perché tutta questa OMERTA’ sui trascorsi del nuovo Papa? Ma si può sorvolare su tali fatti, lordi di sangue, solo perché ci ha detto “Buonasera”, sorridendo. Ricordiamo che i preti argentini (così come quelli cileni con Pinochet) assolvevano i torturatori “preventivamente”, benedicedoli per il loro lavoro contro i “sovversivi”, nemici della Chiesa!</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #c00000;">        <span style="font-size: x-large;"><b>(a cura di G.N)</b></span></span></p>
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