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	<title>SICILIA LIBERTARIA</title>
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	<description>Sito anarchico per la liberazione sociale e l&#039;internazionalismo</description>
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		<title>No MUOS e Resistenza</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 14:20:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La lotta contro l’installazione del sistema militare MUOS a Niscemi è entrata in una fase delicata; le contraddizioni che accompagnano la nascita di comitati No Muos, lasciano tuttavia intravedere le grandi potenzialità che il movimento ha, e che possono provocare il suo sviluppo a livello diffuso e popolare. Oggi è però il momento di far chiarezza su molti punti sui quali si è stati abbastanza superficiali, non tanto per mettere ai margini qualcuno, quanto perché i fatti si costruiscono su contenuti chiari, e se questi sono divergenti, nulla impedisce che realtà diverse possano compiere percorsi diversi per cercare di impedire l’installazione del MUOS.<br />
La trasversalità che in questa fase il movimento sta vivendo è infatti una ricchezza ma anche un pericolo. E’ una ricchezza nella misura in cui le varie posizioni, pur rimanendo diverse, si contaminano a vicenda di tutti gli elementi positivi e antagonisti rispetto al MUOS, di cui sono portatrici. Ma può essere anche pericolosa se i paletti e le remore che ne rappresentano la diversità, diventano una rete in cui il movimento rimane imbrigliato, finendo per essere strozzato dal moderatismo filoistituzionale e metodologico.<br />
In questa fase può anche andar bene che deputati e sindaci del PDL o del PD che appoggia Lombardo, si schierino contro il MUOS; ma cosa ci si può aspettare da soggetti e partiti che sono fisiologicamente filoamericani e che non hanno nessuna intenzione di mettere in discussione l’esistenza delle basi di guerra USA e NATO sulla nostra terra, che anzi sostengono a spada tratta?<br />
Da qualche parte piove l’accusa di antiamericanismo verso coloro che mettono l’attenzione sulla necessità di smantellare la base americana e tutte le basi simili esistenti; questo fa emergere quanto l’eterogeneità dei vari comitati sorti in questa nuova fase dell’impegno contro il MUOS, sia foriera di confusione. Stiamo parlano di una base di morte; di un impianto che serve a pianificare e condurre in maniera scientificamente più efficace, le guerre del XXI secolo; di una struttura militare appartenente al governo degli Stati Uniti, cedutagli da governi distintisi per servilismo a prescindere dal colore politico. E questo crediamo debba rappresentare l’elemento centrale della mobilitazione, il perno di una lotta che solo così può aspirare a divenire obiettivo di un vasto movimento a livello nazionale.<br />
Una posizione prettamente ambientalista, per quanto sincera, non può sfuggire al rischio di dare consenso ad un’eventuale spostamento altrove del MUOS, che salverebbe la sughereta, il suo habitat, i suoi animali, e farebbe correre meno pericoli per la salute della popolazione. Come se la soluzione del problema fosse nella gestione delle guerre americane, ma da un’altra postazione lontana da Niscemi e dalla Sicilia.<br />
La coincidenza con il trentennale delle prima grandi mobilitazioni contro i missili a Comiso ha riproposto spesso il riferimento a Pio La Torre; ma se una cosa c’insegna Comiso è che senza azione diretta questo genere di battaglie sono votate alla sconfitta; a Comiso il danno che i pompieri, e quelli del PCI in primo luogo, fecero alla lotta contro gli euromissili, fu ingente e provocò l’installazione della base dopo aver ingabbiato il movimento in sterili marce, in campagne romane per forzare improbabili scelte del parlamento, e dopo aver sabotato a Comiso e dintorni ogni sforzo proteso a costruire l’occupazione di massa dell’aeroporto Magliocco. Si stia attenti, dunque, quando ci si riferisce acriticamente e agiograficamente a quella lotta.<br />
Oggi va intrapresa da subito una campagna a tappeto sul territorio siciliano, per costruire un consenso e una partecipazione alla lotta contro il MUOS, sgomberando il campo da facili illusioni sull’azione parlamentare, la raccolta delle firme, le adunate oceaniche; queste cose possono essere utili per dimostrare il consenso della battaglia intrapresa, ma alla lunga risulteranno dannose, come è sempre stato ovunque si sia cercato di impedire la costruzione di impianti di morte. Il consenso va speso sul campo, attorno alla base esistente, sul territorio, sotto forma di pressione popolare e di volontà resistente che non si piega davanti al gigante americano.</p>
<p style="text-align: right;">Pippo Gurrieri</p>
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		<title>Comizio di Pippo Gurrieri, Primo maggio 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 14:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
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		<title>Antonio Mazzeo &#8211; UN ECO MUOSTRO A NISCEMI</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 13:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Mazzeo]]></category>
		<category><![CDATA[MUOS]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ uscito il libro di Antonio Mazzeo “Un Eco MUOStro a Niscemi - L’arma perfetta per i conflitti del XXI secolo”. Edizioni Sicilia Punto L, collana Storia/Interventi n. 24, pagg. 48, euro 4,00. Pensiamo sia importante in questo momento diffondere questo piccolo strumento di &#8230; <a href="http://www.sicilialibertaria.it/2012/05/07/antonio-mazzeo-un-eco-muostro-a-niscemi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ uscito il libro di Antonio Mazzeo “<strong>Un Eco MUOStro a Niscemi - L’arma perfetta per i conflitti del XXI secolo</strong>”. Edizioni Sicilia Punto L, collana Storia/Interventi n. 24, pagg. 48, euro 4,00.</p>
<p>Pensiamo sia importante in questo momento diffondere questo piccolo strumento di controinformazione. Sconto del 40% per richieste uguali o superiori alle 5 copie. Utilizzare il ccp. n. 10167971 intestato a Giuseppe Gurrieri &#8211; Ragusa. info@sicilialibertaria.it</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Antonio Mazzeo</strong><br />
<em><strong> UN ECO MUOSTRO A NISCEMI</strong></em><br />
<em><strong> L’arma perfetta per i conflitti</strong></em><br />
<em><strong> del XXI secolo</strong></em><br />
<strong> pp. 48, C 4,00</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/mazzeo.jpg" rel="lightbox[874]"><img class="size-full wp-image-881 aligncenter" title="mazzeo" src="http://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/mazzeo.jpg" alt="" width="340" height="482" /></a><br />
L’arma perfetta per i conflitti del XXI secolo, quelli con i missili all’uranio impoverito, gli aerei senza pilota e le armi atomiche in miniatura. È a Niscemi, nel cuore di un’importante riserva naturale,<br />
che fervono i preparativi per l’installazione di uno dei suoi quattro<br />
terminali terrestri mondiali. Un’opera benedetta dai Signori del Pentagono, dal governo italiano e dalla Regione Siciliana.<br />
E a cui non fa mancare il suo contributo la borghesia mafiosa isolana. Per il MUOStro di Niscemi sembrava cosa fatta, ma centinaia di giovani ci hanno messo lo zampino…</p>
]]></content:encoded>
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		<title>AMMINISTRATIVE 2012: IL PROGRAMMA DEGLI ANARCHICI</title>
		<link>http://www.sicilialibertaria.it/2012/04/11/amministrative-2012-il-programma-degli-anarchici/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 16:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[astensionismo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>

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		<description><![CDATA[AMMINISTRATIVE 2012: IL PROGRAMMA DEGLI ANARCHICI Abituare il popolo a delegare ad altri la conquista e la difesa dei suoi diritti, è il modo più sicuro di lasciar libero corso all’arbitrio dei governanti (Errico Malatesta, 1897) Conferenze stampa, proclami su internet, &#8230; <a href="http://www.sicilialibertaria.it/2012/04/11/amministrative-2012-il-programma-degli-anarchici/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>AMMINISTRATIVE 2012: IL PROGRAMMA DEGLI ANARCHICI</strong></p>
<p><em>Abituare il popolo a delegare ad altri la conquista e la difesa dei suoi diritti, è il modo più sicuro di lasciar libero corso all’arbitrio dei governanti </em><em>(Errico Malatesta, 1897)</em></p>
<div>Conferenze stampa, proclami su internet, alleanze strategiche, propaganda.<br />
La campagna elettorale per le amministrative 2012 è entrata nel vivo, in un quadro politico frammentato e confuso, reduce dai disastri degli ultimi vent’anni di berlusconismo.<br />
La provincia di Trapani non fa eccezione rispetto al resto del paese. <strong>La classe politica annaspa con poche idee, tutte confuse.</strong> Destra, centro e sinistra sono etichette alle quali gli stessi protagonisti credono poco, incapaci come sono di decifrare una fase sociale, politica ed economica segnata da una crisi strutturale di tutto il sistema. <strong>L’unica cosa che conta è ritagliarsi un posto al sole per i prossimi anni, mantenendo o guadagnando per sé (e per i propri amici) i privilegi, il potere, il consenso e l’influenza che la politica di professione può garantire.</strong>Poi, come sempre, ci siamo noi cittadini, noi lavoratori, noi senza potere.<br />
Tutti ci chiedono di votare per questo o quel candidato, e tutti sono pronti a garantire la realizzazione di programmi mirabolanti, promettendo benessere, equità, sviluppo, ordine. Eppure, al di là dei personali convincimenti di ciascuno, è sufficiente guardare la realtà delle cose: i governi – compresi quelli eletti “democraticamente” – non hanno mai lavorato per tutelare gli interessi e la libertà dei popoli che vengono governati.<br />
E questo vale a tutti i livelli.<br />
<strong>Le elezioni sono un’illusione di libertà, per tanti motivi.</strong> Perché la maggioranza vince e le minoranze sono destinate a soccombere; perché in ogni caso il meccanismo della delega conferisce il potere a una minoranza di individui che decidono per tutti; perché consolidano un sistema gerarchico nel quale la libertà è ridotta al simulacro della rappresentanza istituzionale; perché giustificano il disordine sociale in cui c’è chi ha tutto e chi non ha niente; perché alimentano una casta parassitaria e autoreferenziale di burocrati.E allora?<br />
<strong>Noi anarchici invitiamo all’astensione, al rifiuto della delega, all’assunzione di responsabilità da parte di ciascuno.</strong><br />
L’organizzazione sociale, la produzione e la distribuzione della ricchezza, la cura delle nostre città, l’esercizio delle libertà individuali e collettive, il rispetto dell’ambiente, sono cose troppo importanti per essere delegate a poche persone.<br />
Quello che proponiamo non è il disinteresse di chi diserta le urne per qualunquismo o sterile disaffezione. Il nostro astensionismo è attivo e rivoluzionario perché fa parte integrante di un <strong>approccio alternativo alla cura del bene comune, basato sull’autorganizzazione e la gestione diretta delle risorse da parte delle comunità che si autogovernano.</strong> Questo è possibile anche partendo dalle cose semplici: dalle assemblee di quartiere all’autoproduzione, dall’erogazione allo scambio solidale di beni e servizi, dalla costruzione di reti di mutuo appoggio alla creazione di organismi di base e di lotta nei quartieri e nei posti di lavoro.<br />
E tanto altro ancora.<br />
<strong>Noi non promettiamo niente, e non chiediamo voti.</strong> Il nostro programma è quello di sempre, e presuppone l’impegno di ciascuno: costruire libertà e uguaglianza nella solidarietà.<em><strong>Gruppo Anarchico “Andrea Salsedo” &#8211; Trapani</strong></em></p>
<p><a href="mailto:gruppoanarchicosalsedo@gmail.com" target="_blank">gruppoanarchicosalsedo@gmail.<wbr>com</wbr></a><br />
<a href="http://gruppoanarchicosalsedotp.noblogs.org/" target="_blank">http://<wbr>gruppoanarchicosalsedotp.<wbr>noblogs.org</wbr></wbr></a></p>
</div>
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		<title>PRIMO MAGGIO ANARCHICO 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 16:26:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Basile]]></category>
		<category><![CDATA[Ibla]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Maggio]]></category>
		<category><![CDATA[Ragusa]]></category>

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		<description><![CDATA[PRIMO MAGGIO ANARCHICO Ragusa Ibla, Piazza Pola, ore 10-24 &#160; Programma   Ore 16: dibattito: la lotta è bene comune. Vi prenderanno parte militanti di movimenti di occupazione di spazi e realtà impegnate su vari fronti sociali, politici, sindacali. Ore &#8230; <a href="http://www.sicilialibertaria.it/2012/04/11/primo-maggio-anarchico-2012/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PRIMO MAGGIO ANARCHICO</strong></p>
<p><a href="http://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/primomaggio.jpg" rel="lightbox[856]"><img class="aligncenter size-full wp-image-858" title="primo maggio" src="http://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/primomaggio.jpg" alt="" width="923" height="623" /></a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Ragusa Ibla, Piazza Pola, ore 10-24</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Programma</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Ore 16</strong>: dibattito: la lotta è bene comune. Vi prenderanno parte militanti di movimenti di occupazione di spazi e realtà impegnate su vari fronti sociali, politici, sindacali.</p>
<p><strong>Ore 18</strong>: recital di Nicoletta Fiorina</p>
<p><strong>Ore 19</strong>: comizio di Pippo Gurrieri</p>
<p><strong>Ore 20</strong>: “(Odio) gli indifferenti, 02/06/05”, monologo di Loredana Cannata</p>
<p><strong>Dalle ore 22</strong>: concerti di Cesare Basile e Fondazione Falso.</p>
<p>.</p>
<p>Tutto il giorno: banco libri e pubblicistica anarchica; mostre di controinformazione; diffusione materiali Socrem, Associazione Ipazia, No MUOS, CUB, AEA…</p>
]]></content:encoded>
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		<title>12 maggio a Pisa manifestazione nazionale anarchica per Franco Serantini</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 16:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Serantini]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>

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		<description><![CDATA[12 maggio a Pisa manifestazione nazionale anarchica per Franco Serantini A quarant’anni dalla morte di Franco Serantini l’assemblea degli Anarchici Toscani ha deciso di organizzare a Pisa, per il 12 maggio, una manifestazione nazionale anarchica. Oggi più che mai è &#8230; <a href="http://www.sicilialibertaria.it/2012/04/11/12-maggio-a-pisa-manifestazione-nazionale-anarchica-per-franco-serantini/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a title="Permanent link to 12 maggio a Pisa manifestazione nazionale anarchica per Franco Serantini" href="http://collettivoanarchico.noblogs.org/post/2012/03/30/12-maggio-a-pisa-manifestazione-nazionale-anarchica-per-franco-serantini/" target="_blank">12 maggio a Pisa manifestazione nazionale anarchica per Franco Serantini</a></strong></p>
<p><em>A quarant’anni dalla morte di Franco Serantini l’assemblea degli Anarchici Toscani ha deciso di organizzare a Pisa, per il 12 maggio, una manifestazione nazionale anarchica.</em><em><br />
<em>Oggi più che mai è doveroso riprendersi le piazze e le strade della città con un corteo, forti anche delle ragioni e delle idee per cui Franco lottava.</em></em></p>
<p><strong>SABATO 12 MAGGIO</strong></p>
<p><strong>PISA – PIAZZA SANT’ANTONIO – ORE 15</strong></p>
<p><a href="http://www.bfs.it/" target="_blank">Franco Serantini</a>  faceva parte del gruppo anarchico Pinelli di Pisa, che aveva sede in via San Martino. La volontà di lottare per una società di liberi e di eguali lo univa ai compagni ed a tanti altri giovani proletari, in una fase di grande fermento sociale; era sicuramente una pagina nuova della sua giovane e difficilissima vita, che aveva conosciuto l’abbandono, l’orfanotrofio e la durezza delle istituzioni.</p>
<p>L’impegno di Franco si dispiegava nelle iniziative sociali di quegli anni, come l’esperienza del “mercato rosso” nel quartiere popolare del CEP, ma anche, in senso specificamente politico, nella campagna contro la strage di Stato, per la difesa della memoria di Pinelli, per la scarcerazione di Valpreda e di altri compagni. Dopo le grandi lotte del ’68 e del ’69, padroni e fascisti cercavano di rialzare la testa rispondendo con la strategia della tensione e sferrando una feroce campagna antianarchica.</p>
<p>Il 5 maggio del 1972 Franco partecipa ad una presidio contro il comizio del fascista Niccolai. Il presidio viene duramente attaccato dalla polizia. Franco viene circondato sul Lungarno Gambacorti da un gruppo di poliziotti del I Raggruppamento celere di Roma, e pestato a sangue. Portato nel carcere Don Bosco, Franco sta male, ma le sue condizioni vengono ignorate, nonostante si aggravino rapidamente. Dopo due giorni di agonia e coma, Franco muore. E’ il 7 maggio 1972. I suoi funerali vedono una grande partecipazione popolare.</p>
<p>Anno dopo anno, si susseguono le manifestazioni di piazza in sua memoria. Inoltre, a Torino gli viene dedicata una scuola, a Pisa una lapide viene collocata all’ingresso di palazzo Thouar, dove Franco visse nell’ultimo periodo della sua vita. Negli anni nascerà in città la biblioteca a lui intitolata, e nella piazza S. Silvestro, nota a tutti come piazza Serantini, verrà posto un monumento dedicato a Franco, dono dei cavatori di Carrara.</p>
<p>In una situazione sociale e politica come quella che stiamo attraversando, in cui aumenta la stretta della repressione, in cui si giunge persino a parlare di leggi speciali contro gli anarchici, sentiamo la necessità di unirci in un momento di lotta comune. Per questo gli Anarchici Toscani invitano tutti i compagni a partecipare a livello nazionale alla manifestazione del 12 maggio. Una manifestazione che porterà in piazza non solo una parte della storia del Movimento Anarchico, ma anche un aspetto importante della memoria della città di Pisa.</p>
<p>A 40 anni di distanza da quei fatti siamo nuovamente di fronte ad un attacco feroce da parte dello Stato e dei suoi apparati repressivi contro ogni manifestazione di dissenso. Dai recenti arresti ai danni dei compagni e delle compagne del movimento NO TAV che da venti anni si oppone alla costruzione dell’alta velocità in val di Susa, passando per gli innumerevoli episodi di repressione e costante minaccia che gli apparati repressivi operano, ormai quotidianamente, nei diversi contesti di lotta. E accanto alla repressione attuata con manganelli e lacrimogeni, quella pervasiva e diffusa del controllo sociale contro tutti coloro che muovono una critica radicale al paradigma dominante e desiderano sperimentare la praticabilità di un metodo e di un agire basati sulla libertà, sulla giustizia sociale, sull’eguaglianza reale e soprattutto sulla solidarietà. Perché tutto questo è pratica rivoluzionaria.</p>
<p>La repressione ed il controllo sociale si realizzano massimamente nelle istituzioni totali e nelle strutture detentive. Ecco dunque le politiche razziste e la reclusione e deportazione dei migranti in istituzioni repressive come i CIE; ecco la recrudescenza neofascista, alimentata dalle istituzioni, dalla chiesa, dai padroni. Una violenza che si scatena, come nei casi di Torino e di Firenze, ora contro i rom, ora contro lavoratori senegalesi, ora contro qualsiasi settore sociale marginale.</p>
<p>Si cerca di dividere il fronte degli sfruttati, sempre più esteso a causa degli attacchi alle generali condizioni di vita, alimentando l’odio dello straniero e la rottura di meccanismi di solidarietà. In questo contesto, per i governi risulta fondamentale rafforzare il razzismo e il fascismo. Si rende quindi necessario oggi come 40 anni fa combattere con la solidarietà ogni forma di fascismo, razzismo ed esclusione. Per una società che spezzi le catene dei confini fisici e mentali che attualmente ci vengono imposti ed entro i quali ci vogliono costringere.</p>
<p>Facciamo appello a tutti coloro che vorranno scendere in piazza per ricordare Franco Serantini, anarchico, rivoluzionario.</p>
<p>Facciamo appello a tutti coloro che vorranno scendere in piazza contro la repressione, contro il razzismo, contro ogni fascismo.</p>
<p>Per una società di liberi e di eguali.</p>
<p><em>Anarchici Toscani</em></p>
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		<item>
		<title>Senza servi nessun padrone</title>
		<link>http://www.sicilialibertaria.it/2012/04/02/senza-servi-nessun-padrone/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 16:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un vecchio contadino calabrese ripeteva che alla pecora si può togliere il latte; si può togliere la lana… ma se gli si toglie la pelle, allora muore. Oggi gli uomini del capitale che gestiscono le banche e il governo stanno &#8230; <a href="http://www.sicilialibertaria.it/2012/04/02/senza-servi-nessun-padrone/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un vecchio contadino calabrese ripeteva che alla pecora si può togliere il latte; si può togliere la lana… ma se gli si toglie la pelle, allora muore.</p>
<p>Oggi gli uomini del capitale che gestiscono le banche e il governo stanno cercando di togliere al popolo le sue conquiste, i suoi beni di prima necessità, il suo reddito, le sue capacità di proiettarsi in un futuro immediato con delle basi di certezza; in poche parole, la sua pelle. Il problema però è che le persone non sono pecore; metaforicamente forse si, ma praticamente no. Il potere non può fare a meno dei sudditi; se non ci sono sudditi non c’è potere. Senza servi nessun padrone. Quindi l’operazione di tosatura e sfruttamento intensivo del gregge umano si fermerà un attimo prima di intaccare la vita stessa delle vittime. Ci potrà essere qualche sacrificio, qualche morto sotto i colpi della polizia o degli scagnozzi fascisti, questo è messo nei conti ed è sempre accaduto; ma la strategia non è quella dell’annientamento ma quella della massima spremitura unita al maggiore annichilimento; alla fine dovranno esserci solo sudditi, rassegnati o persino accondiscendenti, ma pur sempre sudditi.</p>
<p>E’ la dinamica della lotta tra le classi; ogni potere cerca di imporre il massimo controllo e di succhiare il midollo spinale della classe subalterna fino in fondo. Gli equilibri che si instaurano tra la resistenza di chi gli si oppone e la sua forza di persuasione e imposizione, stabiliscono i livelli di libertà del sistema. Quando gli equilibri si spostano in favore della classe dominante, ciò che ne risulta somiglia molto alla dittatura; e di fatto, se ci riflettiamo bene, anche questa odierna è una dinamica dittatoriale moderna, che utilizza strumenti di oggi per ottenere i medesimi risultati d ieri: libertà di opprimere e popolo diviso tra acclamanti e dissidenti costretti al silenzio.</p>
<p>Tutti i segnali che abbiamo sotto gli occhi, vanno in questo senso. Classe politica, imprenditori, chiesa, sindacati, tutti plaudono all’esecutivo, alle sue scelte “dolorose” ed emergenzialiste; qualcuno fa il giochetto del dissidente, ma sotto sotto avalla, o si limita a non far nulla di concreto per combattere la fonte da cui derivano il proprio sostentamento e i propri privilegi.</p>
<p>La coalizione di governo, per pagare la banda dei padroni, degli speculatori, degli evasori, dei corruttori, sta facendo una strage dei diritti che si credevano fino a poco tempo fa, acquisiti definitivamente; sta saccheggiando il reddito dei ceti medio bassi, quello che puzza del sudore di generazioni, per trasferirlo nelle casseforti dei ricchi, creditori di quello stesso Stato che hanno depredato. “Crisi”, bisogno di crescita, snellire il mercato del lavoro; il linguaggio dei potenti va tradotto con una sola frase: far pagare a lavoratori, pensionati, artigiani, precari, la crisi del capitalismo.</p>
<p>Oggi ogni italiano, dal neonato al vecchio centenario, ha un debito di 32.000 euro; debito che non ha contribuito a creare, ma che si trova sul groppone. Sotto il nome d riforma del lavoro sta passando la libertà di licenziare, grazie alla quale i padroni non avrebbero più bisogno di delocalizzare le aziende nell’Est Europa, perché le medesime condizioni di sfruttamento sussistenti in quelle aree, adesso si stanno imponendo in casa nostra. Grazie al ricatto economico, la moltitudine è costretta ad accettare il modello di schiavitù che hanno disegnato per essa, pena il rimanere fuori, alla fame. Così si spiega il “largo consenso” di questo governo. Anche Mussolini ce l’aveva. In realtà è la televisione a fabbricare un consenso velleitario quotidiano, occultando o mistificando tutti quei fatti che contraddicono la facciata ufficiale che ci si mostra; la propaganda di regime funziona a pieno ritmo.</p>
<p>Non resta altro che insorgere e resistere, che vuol dire vendere cara la pelle. O non venderla affatto.</p>
<p style="text-align: right;">Pippo Gurrieri</p>
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		<title>QUELLA STRAGE NON FU UN ROMANZO</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 16:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[piazza Fontana]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>

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		<description><![CDATA[QUELLA STRAGE NON FU UN ROMANZO La memoria dei fatti di piazza Fontana dovrebbe essere un patrimonio collettivo ben piantato nelle teste e nei cuori di tutti gli italiani. Eppure, soprattutto tra i più giovani, la conoscenza delle circostanze legate &#8230; <a href="http://www.sicilialibertaria.it/2012/04/02/quella-strage-non-fu-un-romanzo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>QUELLA STRAGE NON FU UN ROMANZO</strong></p>
<p>La memoria dei fatti di piazza Fontana dovrebbe essere un patrimonio collettivo ben piantato nelle teste e nei cuori di tutti gli italiani.<br />
Eppure, soprattutto tra i più giovani, la conoscenza delle circostanze legate all’orribile strage del 12 dicembre 1969 non è assolutamente scontata.<br />
Dietro a questa inconsapevolezza non ci sono soltanto i depistaggi e le tante menzogne che per anni hanno garantito l’impunità dei massacratori e dei loro complici, ma ci sono anche i vecchi e nuovi revisionismi della storia, le speculazioni di chi confonde l’opinione pubblica per promuovere una irrispettosa “pacificazione&amp;rd quo; tra vittime e carnefici.</p>
<p>Quella di piazza Fontana fu una strage di stato. L’estrema destra fascista, con la regia dei servizi segreti italiani e americani, massacrò 17 persone e ne ferì 88. Si trattò del primo grande attentato terroristico (già preceduto da altre provocazioni simili) che inaugurò la strategia della tensione. In un momento di grande effervescenza<br />
della società italiana (si pensi alle proteste studentesche, alle lotte dei lavoratori, al profondo cambiamento culturale del paese), la risposta dello stato doveva essere durissima e spietata: creare un evento traumatico per terrorizzare l’opinione pubblica, trovare un capro espiatorio, criminalizzare l’opposizione sociale e soffocare le lotte di emancipazione attraverso una svolta autoritaria.</p>
<p>Per questa strage furono subito incolpati gli anarchici. Giuseppe Pinelli, un compagno anarchico che di lavoro faceva il ferroviere, fu interrogato per tre giorni di seguito su disposizione del commissario Luigi Calabresi. La sera del 15 dicembre veniva scaraventato dalla finestra dell’ufficio di Calabresi, al quarto piano della questura di Milano. La polizia si affrettò a precisare, con una serie di palesi bugie, che si era trattato di un suicidio dettato dal rimorso. E invece, Pinelli era innocente, e gli anarchici con quella bomba non avevano proprio niente a che fare.</p>
<p>La campagna di controinformazione promossa dagli anarchici, dalla sinistra extraparlamentare e da autorevoli figure della cultura e del giornalismo del nostro paese riuscì a stabilire la realtà dei fatti: la bomba l’avevano messa i fascisti per conto dello stato. Dopo un drammatico calvario processuale, l’anarchico Pietro Valpreda – accusato di aver piazzato la bomba – fu assolto.</p>
<p>Anche se, dopo quarantadue anni, i veri colpevoli sono rimasti impuniti (perché difficilmente lo stato condanna se stesso), in numerose sentenze sono più volte emerse le chiare responsabilità e le oggettive complicità degli apparati dello stato e della manovalanza neonazista.</p>
<p>Questa è la storia della strage di stato, e non ce ne sono altre.<br />
Una storia dannatamente vera.</p>
<p><em><strong>Individualità anarchiche<br />
Gruppo Anarchico “Alfonso Failla” – <a href="http://www.federazioneanarchica.org/" target="_blank">FAI</a> Palermo<br />
</strong></em></p>
<p>c/o Spazio di Cultura Libert’Aria<br />
via Lungarini, 23 &#8211; Palermo</p>
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		<title>Riunione per costituire un comitato NO MUOS a Ragusa</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 21:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[comitato]]></category>
		<category><![CDATA[NO MUOS]]></category>
		<category><![CDATA[Ragusa]]></category>
		<category><![CDATA[riunione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il gruppo anarchico di Ragusa vi invita ad una riunione cittadina per gettare le basi della costituzione a Ragusa di un comitato NO MUOS, in modo da cominciare anche sul nostro territorio una capillare opera di controinformazione sulla nefasta base &#8230; <a href="http://www.sicilialibertaria.it/2012/03/22/riunione-no-muos-ragusa/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il gruppo anarchico di Ragusa vi invita ad una riunione cittadina per gettare le basi della costituzione a Ragusa di un comitato <strong>NO MUOS</strong>, in modo da cominciare anche sul nostro territorio una capillare opera di controinformazione sulla nefasta base USA di Niscemi, e di costruire, assieme a tutte le realtà già costituite, un fronte comune per far sviluppare il rifiuto del MUOS a livello popolare.<br />
La riunione è fissata per <span style="text-decoration: underline;">lunedì 26 marzo, alle ore 18,00</span>, presso la Società dei libertari, via G. B. Odierna, 212.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-841" title="NO MUOS Ragusa" src="http://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/nomuosragusa.png" alt="" width="709" height="1003" /></p>
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		<title>SOSTENIAMO LUCA!</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 15:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sicilia Libertaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Abbà]]></category>
		<category><![CDATA[NO TAV]]></category>

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		<description><![CDATA[SOSTENIAMO LUCA! Da più di 12 anni in una frazione del comune di Exilles, Luca Abbà, 37 anni, contadino e No TAV, unisce le sue convinzioni con l’attività che lo sostenta: la difesa e la cura della terra, inseparabili, lo &#8230; <a href="http://www.sicilialibertaria.it/2012/03/11/sosteniamo-luca/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.notav.info/top/sosteniamo-luca/"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif; color: #ff0000;"><span style="font-size: x-large;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>SOSTENIAMO LUCA!</strong></span></span></span></a></span></p>
<p lang=""><img class="aligncenter size-full wp-image-828" title="Luca Abbà" src="http://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/luca.png" alt="" width="720" height="450" /></p>
<p><span style="font-size: small;">Da più di 12 anni in una frazione del comune di Exilles, Luca Abbà, 37 anni, contadino e No TAV, unisce le sue convinzioni con l’attività che lo sostenta: la difesa e la cura della terra, inseparabili, lo portano sia in prima fila contro il devastante treno ad alta velocità, sia a coltivare i terreni che gli ha lasciato suo nonno.<br />
Un agricoltura molto particolare: non si capisce se entra più gasolio nel trattorino o esce più sudore dalla fronte, primavera ed estate di fatica, tanti giorni dal mattino presto fino alla sera, che gli amici ancora non hanno capito dove prenda tanta forza! Poi arriva l’autunno, insieme alle castagne, che cadono dai castagni che ha ereditato, iniziano i mercati; fortunato è chi può beneficiare dei frutti del lavoro di Luca, una clientela davvero affezionata: alle patate che solo la dura terra della montagna rende così buone, alle zucche che raccolgono consensi entusiasti, alle caldarroste.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Lunedì 27 febbraio 2012, il suo coraggio lo porta di nuovo in prima fila, a mettere una bandiera con il treno crociato sopra un traliccio dell’alta tensione, a pochi metri dalla baita eretta dal movimento No TAV in val Clarea, ma purtroppo a molti metri d’altezza, troppo vicino ai cavi della corrente, incalzato da un “agente rocciatore”; non si chiamano i vigili del fuoco, non si isola la linea elettrica (come è stato fatto la sera di domenica 4 marzo 2012 con l’altro attivista Turi Vaccaro salito sullo stesso traliccio), così che la tragedia ha il suo corso, mentre le ruspe lavorano per devastare la natura circostante, ma gli adeguati soccorsi tardano lunghissime decine di minuti.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Da</span><span style="font-size: small;">una settimana siamo in attesa del miracolo, da chi fin da subito ha dimostrato la tempra di resistere a numerose emorragie, molte fratture, alcuni organi compromessi e parecchie ustioni. Chiaramente sarà impossibile che Luca quest’anno, riesca a mandare avanti l’”Orto del Sole”, da cui trae i mezzi per sostenersi, per cui lanciamo la campagna: </span><span style="font-size: small;"><strong>SOSTENIAMO </strong></span><span style="font-size: small;"><strong>LUCA </strong></span><span style="font-size: small;">dando la possibilità ai sensibili e solidali di offrirgli un aiuto economico…<br />
Per chi vuole contribuire all’iniziativa può utilizzare i seguenti metodi:</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: large;">-versamento</span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: large;">tramite bollettino postale sul </span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: large;"><strong>CONTO </strong></span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: large;"><strong>CORRENTE POSTALE n. 59258160 </strong></span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: large;">intestato</span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: large;">a Luca Abbà<br />
-bonifico (o posta giro) sul </span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: large;"><strong>CONTO </strong></span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: large;"><strong>BANCOPOSTA con IBAN  IT 35 P 07601 01000 000059258160</strong></span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: large;">intestato a Luca Abbà. </span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: large;">Per</span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: large;">entrambe le modalità </span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: large;"><strong>la </strong></span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: large;"><strong>causale è SOSTENIAMO LUCA ABBA’.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Si ringraziano anticipatamente tutti coloro che vorranno partecipare all’iniziativa anche solo con un piccolo contributo. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Coordinamento </span><span style="font-size: small;">NO TAV ALTA VALLE SUSA  recapito: </span><a href="mailto:avsnotav@virgilio.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">avsnotav@virgilio.it</span></span></span></a></p>
<p><a href="http://www.notav.info/top/sosteniamo-luca/">http://www.notav.info/top/sosteniamo-luca/</a></p>
<p lang=""> <img class="aligncenter size-full wp-image-829" title="valsusa" src="http://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/valsusa.png" alt="" width="720" height="478" /></p>
<p><strong>CON LUCA E CON LA VALSUSA CHE RESISTE</strong></p>
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