Un reddito garantito per tutti

Facciamo pagare anche questa crisi ai padroni


In questi giorni moltissime lavoratrici e lavoratori sono costretti a casa dai provvedimenti
emessi dal governo per fronteggiare il Covid-19. Ma non tutti coloro che restano a casa
hanno la garanzia di un reddito fisso derivante da lavoro o da pensione o da altre entrate,
tale da potersi permettere di resistere per diverse settimane.
Sono centinaia di migliaia le persone che vivono di precarietà, di lavoro instabile e
nero, e che in questo periodo di segregazione per decreto è come fossero diventate
invisibili. Nel Sud, dove la disoccupazione e la precarietà sono una regola, starsene
a casa senza neanche la possibilità di arrangiarsi è una vera e propria condanna.
E’ certo che alla fine della crisi coronavirus moltissime persone saranno più povere di
prima, e nello stesso tempo più disperate ed esasperate.
I provvedimenti di sostegno economico emessi dal governo escludono la massa dei
lavoratori fantasma che sfuggono a qualsiasi forma di istituzionalizzazione del loro
rapporto di lavoro: senza contratto, senza copertura previdenziale, senza nessuna
garanzia, oppure con contratti di precarietà legalizzati (negli anni i governi ne hanno
normati a centinaia) che non sono sufficienti ad assicurare una vita decente, questo
grosso spezzone di classe proletaria adesso è segregato in casa ad aspettare che l’incubo
finisca.
Per queste persone è necessario lottare affinché si varino programmi di
distribuzione di un salario di sopravvivenza: si chiami reddito di quarantena o
reddito universale, va erogato da subito a tutti coloro che attraversano le più dure
difficoltà.
La crisi Covid-19 ha messo in risalto le tante ingiustizie del sistema sociale in cui viviamo:
quelle di una sanità massacrata dai tagli, quelle di una ideologia liberista che ha
sacrificato la stragrande maggioranza della popolazione, i suoi diritti, le sue conquiste, al
dio-profitto; quelle di una società dove gli sprechi per le grandi opere inutili e dannose o
per la follia militare (70 milioni al giorno di spese solo in Italia), sono all’ordine del giorno;
quelle di una minoranza che si arricchisce sempre di più persino sulle disgrazie
altrui. Come sta avvenendo in questo preciso momento in cui le Borse di tutto il Mondo,
rimaste “miracolosamente” aperte, assicurano la continuità della speculazione
finanziaria.
Tra queste ingiustizie la più grande riguarda i milioni di lavoratori precari e disoccupati, le
centinaia di migliaia di persone che si arrabattano con un lavoro in nero, le centinaia di
migliaia di pensionati con redditi al minimo, le migliaia e migliaia di senza tetto, invitati
cinicamente dal governo a “stare a casa” e pure multati, le migliaia di immigrati cacciati
fuori dalle strutture di accoglienza e dati in pasto al mercato del lavoro clandestino.
Per questo occorre che vi sia un reddito di sopravvivenza che consenta a tutti di
affrontare questi momenti con dignità.
Come sarà necessario trarre un grande insegnamento da questo
momento: mettere il benessere delle classi più deboli in
cima alle priorità sociali, rafforzare le strutture socio-
sanitarie e tutti i servizi pubblici, far pagare la crisi ai
padroni, ai ricchi, agli speculatori di ogni risma.

Federazione Anarchica Siciliana
[email protected] – 24 marzo 2020

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